martedì 20 agosto 2013

Fanwrite ( # 2-2)

Ed ecco il secondo capitolo della nostra dolcissima Hope :)



Ed ecco qui il 2° capitolo del mio fanwrite, in questo ci sono duo nuovi personaggi, la madre ed il padre di Violet, che nel mio racconto sono ancora vivi :) Spero vi piaccia.



 L'angelo caduto per amore - La storia di Fallen - 2° capitolo



Dopo poche ore Violet fu di ritorno, e si precitò subito in camera per parlare con Fallen.
- Ciao Fallen, eccomi di ritorno, va tutto bene?
- Ciao, tutto a posto, anche se non sono riuscita a smettere di pensare a Liam!
- Ti capisco, dopo pranzo andremo subito a cercarlo, e poi ora che sono iniziate le vacanze invernali, avremo tutto il giorno per cercarlo! Ora andiamo giù in cucina a sgranocchiare qualcosa.
Le ragazze scesero giù in cucina e per pranzo mangiarono una pizza surgelata, allora Fallen chiese:
-Violet, scusa l’invadenza, ma, vivi sola qui?
- No, vivo con i miei genitori, però lavorano molto, quindi tornano a casa solo per cena, perciò a pranzo devo arrangiarmi da sola, poi c’è anche mia sorella, Alinda, che però si trova raramente a casa.
- Capisco, ma ora, quando si va nella foresta?
- Ci andiamo subito, però dovremo essere di ritorno presto, prima che cali la notte.

E così le ragazze si avventurarono nella foresta, e, dopo aver camminato per ore, in cerca di un qualcosa che potesse portarle da Liam, Fallen si diresse vicino al ciliegio sul quale esso stava sempre, poi su un ramo trovò delle incisioni:



Potevano sembrare banali incisioni, ma Fallen, speranzosa, pensava che fosse un messaggio che le aveva lasciato Liam, così chiamò Violet.
Quest’ultima fisso per un po’ le incisioni, poi disse:
-C’è scritto “Mi hanno rapito, ti amo ancora, ti prego aiutami, Liam”.
- Ora capisco, non voleva lasciarmi, lo hanno rapito! Ma chi può essere stato, insomma, non ne ho idea. Ora però devo aiutarlo, ha bisogno di me.
- Dove vai adesso? E’ quasi buio, fa freddo, e ti perderesti, poi non sai dove andare, ti aiuterò io, ora torniamo a casa, domattina cercheremo di trovarlo.
- Ok, hai ragione, siamo entrambe stanche, e dobbiamo riposarci.

Tornarono a casa, e Violet presentò Fallen ai suoi genitori:
-Ciao mamma, ciao papà, lei è Fallen, lo so che ieri avete detto che poteva restare solo per una notte, ma vi prego, è un angelo caduto, non sa dove stare, la sto aiutando a cercare una persona, vi prego, può stare qui finchè non la troviamo?
-Violet,lo sai che non adoriamo avere ospiti qui a casa per troppo tempo, ma se proprio non sa dove stare, può restare qui per un po’.
- Grazie mille, ora andiamo su in camera, avvisaci quando la cena è pronta!
-Grazie signori Leafwood, sono convinta che non vi darò alcun fastidio, né nessuna preoccupazione.

Fallen quella notte non riusciva a dormire, così si alzò e si sedette vicino alla finestra, fissando l’infinito cielo blu e ripetendo tra sé “Dove sei Liam?”.
Qualche minuto dopo scorse un minuscolo fiocco di neve che scendeva dal cielo, poi qualche secondo dopo erano diventati milioni i minuscoli fiocchi di neve, lei era contenta, aveva sempre adorato la neve, anche se, in quel momento, sarebbe potuta essere un intralcio




Spero vi sia piaciuto anche questo secondo capitolo, a presto con il terzo, un bacio!


 
Vostra,
Hope!

*Un soffio di vento, un tocco di magia*

mercoledì 14 agosto 2013

Nuovo personaggio per i Fanwrites disponibile! :3

Salve streghette e maghetti, ecco la vostra Destiny che ritorna xD
Ancora una volta chiedo perdono se non ho postato utlimamente çwç

Porto però buone notizie =w=

Sto proseguendo col mio libro, e, come penso si capisca dal titolo, c'è un nuovo personaggio!
E' un personaggio secondario, chiariamoci :'3
Però ricordate, vi avevo promesso che se ci fossero stati altri personaggi secondari avrei fatto anche la loro scheda e l'avrei postata :)
Ordunque, eccola qui xD

Il personaggio è . . . . . . . . . . La Direttrice dell'Accademia degli Hunter, Claire Redgun :3

Com'è?
Stravagante, impacciata, porta un'enorme paio di occhiali tondi, amante dei gatti, il suo ufficio è un'accozzaglia di oggetti che somiglia più ad un vecchio negozio dell'usato, ed ha un morboso attaccamento alla nostra Violet, ma . . . . . ha una doppia personalità!
Quando rimuove gli occhiali, cambia completamente, diventando fredda e spietata.
A causa di ciò è soprannominata "Bloody Claire", e quasi tutti temono questo suo lato.
Perchè quasi?
Eh-eh.
L'unico a cui Bloody va a genio è l'insegnante di spada, che la nostra Direttrice . . . . . . detesta!

Beh, forse è meglio che vi carico la scheda xD

Cliccate per ingrandire, mi raccomando :3

Ed eccola qui xD
Come potete vedere, il colore della scheda è differente, siccome è un personaggio secondario ;3
Ma ragazzi, chi vi vieta di inserirla in un fanwrite? *^*

Per vedere i punti da rispettare per pubblicare un fanwrite e riguardare le altre schede, peeeer cortesia cliccate QUI , e non siate timidi, che aspetto i vostri lavori! :D

Se tutto va secondo la mia scaletta, presto avrete un altro nuovo personaggio secondario :)
Ed ho anche un altro progettino in mente, quindi non scappate e continuate a seguirmi, mi raccomando! ;3

Chissà, che sorpresa avrò in serbo per Il Mondo al di là dello Specchio? =w=


Vostra,
Destiny.

*Un tocco di ghiaccio, un brivido di magia*

sabato 3 agosto 2013

Fanwrite ( # 2-1 )

Bene streghe e fatine care, ho ricevuto un nuovo Fanwrite *^*
La nostra Hope ha deciso di fare una "rivisitazione" della storia di Fallen, scritta in chiave davvero semplice, scorrevole e di immediata comprensione.

Bando alle ciance, ed ecco il piccolo messaggio che mi ha inviato col Fanwrite ;3

" Ecco qui il mio fanwrite, questo è solo il pimo capitolo, non è il massimo, lo so, ma la mia mente stà già viaggiando nel fututo e i prossimi capitoli saranno senz'altro migliori (o almeno spero çwç)! Dimenticavo, come acronimo ho scelto "Hope", che come saprai significa speranza, ho usato i tuoi personaggi (ho provato a crearne di miei, ma creare personaggi non è il mio forte x3), la narrazione è fatta da un narratore esterno e non mi sono ispirata a nessun avvenimento (come dicono alla fine o all'inizio dei film "ogni riferimento a fatti o personaggi reali è puramente casuale" :'3)! "

E . . . . partiamo col suo primo tenerissimo capitolo ;)

  



L’angelo caduto per amore - La storia di Fallen - 1° capitolo


Si ritrovò sdraiata per terra, in quella foresta che le sembrava così familiare, tutto era successo così in fretta, fino a pochi istanti prima era un angelo, aveva delle meravigliose ali bianche, soffici come delle nuvole, ed ora si ritrovava con delle ali nere come l’ebano, un paio di orecchini a forma di croce e un collarino al collo. Ma, dopotutto, aveva scelto lei di diventare un angelo caduto, voleva a tutti i costi seguire il suo amore, Liam, un demone. 

Fu così strano per lei trovarsi lì sola, si sentiva sperduta, così si avviò, non sapeva neanche lei dove fosse diretta, poi un attimo, un flash e si ricordò che quella era la foresta dove doveva incontrasi con il suo amato dopo la “caduta”. Lì però non c’era nessuno, poteva solo sentire il fruscio del vento sulle foglie e i versi di alcuni animali della foresta. 

“Com’è possibile!”, si ripeteva tra se, non avrebbe mai immaginato che il suo amore non si fosse mai presentato, aveva persino rinunciato alle sue ali da angelo per lui. Sarebbe partita per cercarlo, ma dove trovarlo, di solito era sempre seduto lì, su un ramo di ciliegio, immerso nei suoi pensieri. Ogni spiegazione che provava a darsi poi le si ritorceva contro, doveva rassegnarsi, Liam, il suo tanto amato Liam l’aveva abbandonata. 

Dopo aver girovagato per la foresta senza sosta per ore, si accorse che era quasi giunta la notte, così decise di appisolarsi sul ramo di un albero, anche se era convinta che non sarebbe riuscita facilmente a prendere sonno.

L’indomani, al suo risveglio, stranamente si ritrovò in un comodissimo letto, e il primo volto che vide era quello di una ragazza dai lunghi capelli neri, il volto pallido e gli occhi azzurro ghiaccio.
-Ciao, ti sei svegliata finalmente, ieri sera sono andata nella foresta a cercare delle bacche, quando ti ho vista distesa sul ramo di un albero, ma non potevo lasciarti lì, faceva troppo freddo! Ops, che sbadata, non mi sono neanche presentata, io sono Violet, e sono una Huntress, e tu come ti chiami?
-Io sono Fallen, sono un angelo caduto. Grazie per averti portata qui, ti sono immensamente grata!
-Di nulla, piuttosto, che ci facevi in quella foresta da sola?
-Dopo la mia caduta dovevo incontrarmi con Liam, il ragazzo, o meglio, il demone che amo. Ma una volta lì, non sì è presentato nessuno.
-Mi dispiace, ma non ci sono problemi, ti aiuterò io a cercarlo, non può essere sparito nel nulla! Ma ora riposati, dovrai essere stanca, sul comodino c’è la tua colazione, quando finisci puoi benissimo scendere giù in cucina o restare qui, io ora devo andare a scuola, tra qualche ora sarò di ritorno.
-Ok, grazie di tutto e a dopo!





Ed ecco il suo piccolo saluto ^^

" Spero vi sia piaciuto questo primo capitolo, ma è solo l'inizio, presto arriveranno i prossimi capitoli!

Vostra, Hope!


*Un soffio di vento, un tocco di magia* "


Vostre,
Destiny & Hope.

mercoledì 17 luglio 2013

Hinode - Tra ali e artigli - Sedicesimo capitolo

Et voilà il capitolo 16, l'ultimo che finora ho ricevuto dalla nostra Hinode ;D
Godetevelo :3
*Mi ha informata che sta già lavorando al successivo, quindi, non preoccupatevi eh ;33*



E per un attimo le mie ali sembrano sparire. Le mie piume, quegli ammassi di piume che ho sotto le braccia sembrano non esserci più. 
Adesso non c'è più niente. Siamo solo io e Fabio.
Io e lui. Lui ed io. Tutto si fa improvvisamente più bello. Non abbiamo paura di essere chi siamo. Non ho più paura di quello che sono. Perché finché ci sarà un angelo al mio fianco so che andrà tutto bene. 
Camminiamo fino all'entrata, dove si trova Thiago. Stranamente lui è l'unica persona che abbia visto in questo posto a non avere le ali. Forse . . . Forse è un umano. No, sarebbe impossibile. Non l'avrebbero mai fatto entrare. 
Per un istante ci guarda con una faccia che ha tutto da dire. Gli occhi ci squadrano dalla testa ai piedi, soffermandosi prima sulle mie orripilanti piume, poi sulle nostre mani. 
Mani che cominciano a staccarsi come due calamite con la stessa carica. Prima la presa diventa più debole, poi alcune dita cominciano a staccarsi, alla fine rimangono solo gli indici che si stringono, ma alla fine vengono costretti anche loro da chissà quale forza a separarsi. 
Io guarda Fabio e lui guarda me. 
I nostri sguardi sembrano chiedersi a vicenda: "Cosa è successo?" 
Ma Thiago fa in modo di interrompere questa serie di occhiate e inizia il suo discorso in modo solenne: 
- Le tue piume sono veramente meravigliose.
- Potessi pensarla anche io come te . . . - Sussurro, quasi incorporando le parole all'aria che espiro. Senza voler far rumore. Magari non l'ho nemmeno detto, può essere che l'abbia solo pensato ad alta voce.
- Succederà qualcosa? - Chiede Fabio.
- No, no, ad occhio no. Sembra tutto a posto. Il che è un ben . . . -
Un mio urlo squarcia la conversazione. Delle piccole catenelle dorate stanno di nuovo aprendo le mie ferite. Comincio di nuovo a sanguinare. Comincio a sentire un dolore lancinante. Questi piccoli gioielli dorati si fanno strada tra la mia carne. Il mio sangue sgorga fuori dalle mie vene come un torrente. E io comincio a perdere le forze, di nuovo. Mi metto sulle ginocchia, con le lacrima che bruciano al contatto con la pelle e un senso di odio verso me stessa che non è paragonabile. 
Fabio accorre e mi prende per le spalle. Siamo ancora vicini. Sto ancora soffrendo. Mi sto ancora odiando. 
Sembra come un disco. Tutto si ripete e riparte da capo. 
- Clarissa, Clarissa, ti prego . . . - Sussurra Fabio. Le parole muoiono appena uscite dalle sue labbra. Ma io riesco a sentirle. Gli poso un braccio insanguinato sulla spalla, poi appoggio la mia testa al suo petto. Il suo cuore batte fortissimo. Mi prende la testa tra le braccia, mi stringe ancora di più verso di lui. 
Finalmente le catene finiscono di uscire. Recupero velocemente le forze. Le ferite si chiudono in meno di un minuto. E sono nuovamente un mostro. Un mostro più di quanto non fossi prima. 
Thiago e Fabio mi aiutano ad alzarmi, e quando sono in grado di reggermi in piedi urlo la parola che mi ronza in testa dalla sera più brutta della mia vita. 
La parola che non ha una risposta.
La parola che non ha ancora un seguito.
La parola che non c'è.
- Perché!? 
Ora è la rabbia a farla da padrona. Vorrei rompere tutto. Vorrei strappare tutte le piume e le catene. Vorrei esplodere, scomparire. Morire. I pensieri sull'angelo che mi accompagnerà in vita svaniscono e magicamente si trasformano in un'unica frase: Gli angeli non staranno mai insieme ai mostri.
 
 
E per il momento è tutto ;3
Se volete rileggere tutti i capitoli, cliccate qui :3
 
Vostra,
Hinode.
 
*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Quindicesimo capitolo

Capitolo 15!
Ho quasi finito eh, questo è il penultimo ;3


Mi giro verso Fabio che mi guarda con i suoi magnifici occhi verdi smeraldo. Verdi speranza, occhi che mi fanno ancora sperare in un futuro meno triste, un futuro migliore. Mi avvicino a lui, lentamente, quasi cercando di non farmi vedere. Ma lui mi vede, bene, e soprattutto io vedo lui, lui che forse è l'unica figura nitida della mia vita.
Fa un passo verso di me, mi prende le mani, mi sfiora le piume. Io mi ritiro. Le mie orribili piume. Mi sento un mostro, on orribile mostro. Mi prende tra le braccia e mi sussurra: -Non avere paura di me . . . - Siamo vicini, molto, ci separa un respiro. Io gli rispondo a voce bassissima: - Non ho paura di te, ma di me, di quello che sono, di quello che posso fare . . . - Mi stringe ancora più forte, mi prende il viso tra le braccia e per la seconda volta mi asciuga le lacrime. Anche io gli sfioro il viso con le mani, poi le passo sulle spalle. 
Mi passa le mani dietro la nuca e, finalmente le nostre labbra si sfiorano, fino a toccarsi. La mia testa sta per scoppiare. Ma proprio quando il nostro magico tocco sta per diventare un bacio, lui mi passa le mani sulla schiena e mi stringe al petto. 
Perché? Perché ogni volta che stiamo per baciarci tutto si ferma? 
-Clarissa . . . Non ti preoccupare. Tu sei perfetta così come sei. E non sei un mostro.
Parole che risuonano imperterrite nella mia testa. E che mi fanno accennare un sorriso. Lo guardo negli occhi, e gli do un bacio sulla guancia. Finalmente anche lui sorride, mi accarezza una guancia e poi mi dice: 
-Forza, è ora di andare, andiamo a farti vedere da Thiago.
Ci avviamo verso l'entrata, con quella che a tutti sembrerebbe una passeggiata normale. Ma c'è una cosa che  la rende molto differente dalle altre. Io e Fabio ci avviamo . . .
Per mano.
 
 
Vostra,
Hinode.
 
*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Quattordicesimo capitolo, parte seconda

Capitolo 14, seconda parte ;)


Tolgo le mie mani dal suo collo e le metto in tasca.
Senza fare domande né cercare risposte lo seguo, lui si avvicina al muro, al quale da due pugni, poi dice:
-Thiago, sono Fabio con quella nuova, facci entrare.
E in quel momento, non so come, alcune pietre si smuovono, aprendo un varco, dal quale spunta un signore che avrà avuto all'incirca una quarantina d'anni, molto simile a Tommy Moore.
-Ciao ragazzo, come stai?- i due si abbracciano, come se fossero padre e figlio, come se fossero una famiglia.
-Ciao Thiago, questa è Clarissa, la ragazza nuova.
-Che bella ragazza che abbiamo qui! Piacere, io sono Thiago, il custode.
-Piacere mio . . . - Il mio tono è molto basso, talmente basso che si fatica a sentire le parole che ho appena biascicato.
-Sei anche una ragazza timida, giusto?
-Un po' . . . - Stavolta la voce è più alta, come se volessi provare a smentire quello che ha appena detto.
-Beh, fammi vedere il tuo tatuaggio.
Tiro su le maniche della t-shirt come se fosse una canottiera, scoprendo completamente il tatuaggio.
- Madonna santa . . .
- C-che cos'ho?
- Niente tesoro, solo che . . . Erano un po' di anni che non vedevo questo tatuaggio . . . Ma ora andiamo, non manca molto a mezzanotte.
Eh no. Guardo il telefono, e mi accorgo che si sono già fatte le undici.
Thiago ci invita a seguirlo con un gesto della mano, e Fabio mi mette una mano sulla spalla.
- Andrà tutto bene, non ti preoccupare.- Mi dice.
Il custode apre una porta e . . . Wow. C'è un intero mondo. Un'intera città sotterranea. Cose che si vedono solo nei film. Eppure sono vere, a quanto pare. Una città popolata da persone con delle ali, con delle piume che spuntano da sotto le braccia. Piume imponenti e colorate. Chi le ha bianche, chi nere, chi rosse, chi gialle. Chi non ne ha, e ha ali come quelle di una farfalla, chi ha delle piume iridescenti. Chi ha le ali di una libellula. Ma tutti hanno queste magnifiche ali che li rendono capaci di volare, di danzare nel cielo con allegria.
Ma la cosa più bella di queste persone non sono le loro ali. Ma i loro sorrisi. La loro felicità di avere queste ali. Le portano con orgoglio, sorvolando i piccoli edifici sottostanti. Al contrario mio loro sono felici di essere diversi . . .
Ci raggiunge un ragazzo con i capelli castani, gli occhi scuri e la pelle leggermente abbronzata. Ha le ali rosse, come un guerriero. Mi da un'occhiata rapida e poi si volta verso Fabio.
- Yo Fabio! Che ci hai portato?
- Massimo! Deficiente, questa è Clarissa, un'amica.
- Eeh, adesso oltre ad essere quella nuova è anche tua amica? A Fabio! Se vede lontano un miglio che è carina questa!
- TE DO 'NA BOTTA DE TAJO SUR PETTO E TE RIDUCO COME 'NA CASSETTA DAA POSTA SE CONTINUI!
-Ok, ok, ok, agli ordini capo!- Poi entrambi si lasciano andare con una risata fragorosa. Devono essere molto amici. Poi interviene di nuovo Massimo, stavolta con aria molto seria.
- E che facciamo con lei?
- Glielo devo dire io?
- A te l'onore, capo.
- Clarissa . . . - Il suo tono stranamente cupo, per niente rassicurante.
- Le ali dovrebbero spuntare sotto le braccia, ma la prima volta è molto doloroso. Le piume devono bucare la pelle, e se non sono troppo forti rischiano di raggrupparsi, per poi uscire tutte in una volta con una specie di esplosione, molto dolorosa. - Mi sbianco d'improvviso, un brivido mi percorre tutto il corpo.
- Altrimenti . . . C'è un'alternativa meno dolorosa. Dobbiamo praticare dei tagli lungo il braccio, in modo da facilitare l'uscita delle piume.
Wow, un'alternativa molto promettente. Le mie possibilità sono quelle di farmi esplodere le braccia o farmele tagliare. Scelgo la seconda opzione.
- Solo se . . . solo se a tagliarle fai tu. Non mi fido degli altri.
- Va bene. Vieni, ti porto all'infermeria.
Cominciamo ad allontanarci, Massimo alza una mano e grida:
- Buona fortuna Clarissa!- Non gli rispondo. Tutto quello che riesco a dire, a bassa voce è un misero:
- Fabio, ho paura. - Tanta, moltissima paura. Sono terrorizzata, le mani mi tremano come foglie. Potrò sembrare stupido, ma io voglio tornare indietro. Ma non posso.
Ad un tratto le gambe mi cedono, vedo tutto buio, poi la vista comincia a diventare più chiara, ma le palpebre si fanno sempre più pesanti. Sono completamente spiazzata, completamente disarmata. Fabio si avvicina, e grida: - Clarissa!- Io sono sempre più debole, faccio sempre più fatica. Raccolgo le mie forze per dire due singole parole, prima di perdere conoscenza: - Fabio, ti prego aiutami . . .
Mi risveglio in infermeria, mi guardo intorno, sono sola. Poi un ragazzo entra dalla porta.
è sempre lui, qui, per aiutarmi.
- Ciao Clarissa, per fortuna ti sei svegliata . .  .- Lo dice con un tono fermo, quasi tranquillo, completamente differente da quello prima del mio svenimento.
Si siede vicino a me. Io gli metto le braccia al collo, e stavolta sono io che lo stringo. Lo stringo perché ho paura di quello che sono, di quello che posso fare, di quello che mi faranno. Ma soprattutto perché ho paura di perderlo. Delle lacrime scendono dai miei occhi rosa, lacrime che vengono subito asciugate dalle sue mani.
Mi prende il viso con delicatezza, appoggia la sua fronte alla mia, mentre io continuo a singhiozzare.
- Non permetterò che nessuno ti faccia niente. Ti proteggerò da tutto e da tutti. Ci sarò sempre.
- Grazie, grazie, grazie . . .
Mi abbraccia anche lui. Poi mi sussurra ad un orecchio, spostandomi i capelli: - Sei pronta?
- Sì.
Mi scosto e gli pongo un braccio, pronta a sentire la lama di un coltello squarciarmi la pelle. Eccola. Sento una lama che mi taglia, e che cerca di farlo il più piano possibile. Cerca di non farmi male.
Rigagnoli di sangue scorrono lungo il mio braccio. Cerco di non pensarci e guardo l'orologio. Mancano meno di due minuti a mezzanotte.
Finito il braccio destro continua col sinistro. Quando tutte e due le mie braccia sono tagliate e sanguinanti, scocca la mezzanotte. Delle piccole piume blu cominciano a fuoriuscire assieme al sangue dai miei tagli. Penso che sia la scena più brutta che abbia visto in vita mia. Le piume escono come vermi dalle mele bacate.
E sono sempre di più. Sono tante, sempre più imponenti. Fanno male, più del coltello. Centinaia di lame che escono dalle mie braccia. Una volta finita questa agonia mi ritrovo con due grandi ammassi di piume insanguinate sotto le braccia. E fanno schifo. Le lacrime agli occhi, quando mi giro verso Fabio.
Due enormi ali bianche sulla schiena a differenza mia. Grandi candide, imponenti. Le ali di un angelo. Il mio angelo custode. Mi metto a piangere in un pianto fortissimo, che esprime tutto il mio dolore. Fabio mi prende le braccia e mi avvolge con le sue ali bianche.
Per un momento mi sento spiazzata e disorientata, poi mi sento protetta.
Perché lui è qui, con me. Ed è sempre stato qui nei momenti di difficoltà.
So per certo una cosa.
Ora ne sono più che sicura. Io . . . Lo amo.





Spero vi sia piaciuta questa parte :D



Vostra,
Hinode.


*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Quattordicesimo capitolo, parte prima

Capitolo 14, prima parte :3
Ho quasi fatto, fantasmini cari xD



Ok, ora devo solo uscire.
Sgattaiolo verso l'ingresso, apro la porta, esco, chiudo a chiave.
Il cuore pulsa all'impazzata, le gambe mi tremano, ho l'impressione di sudare.
Scendo le scale e corro come una dannata.
Corro in questa Roma affollata, verso quel vicolo nel quale dovrò mettere a posto le cose. Dovrò capire cosa sono, dovrò capire chi mi ama e se mi ama.
E continuo a correre, come se fosse la fine, come per ricacciare dietro i rimpianti del passato.
Salgo gli scalini il più velocemente possibile, e vedo Fabio che mi aspetta all'"entrata" del vicoletto.
Mi fermo, ho il fiatone, e il cuore che batte ancora più forte.
-Ciao.- Esclama, facendo un gesto con la mano.
-Ciao . . . Ascolta, Fabio, ti devo parlare.- Non so come ho fatto a pronunciare queste parole, non so dove ho trovato la forza di pronunciarle. Forse non l'ho trovata. Forse sono venute fuori . . . E basta.
-E' per l'altra sera, vero?- Lo dice con un tono mesto, con un lieve accenno di consapevolezza.
-Sì . . . - Lo dico salendo gli ultimi scalini, avvicinandomi. Ora anche lui mi viene in contro. E senza parlare, quasi in un istante mi prende una mano, con l'altra mi cinge il fianco. Un attimo indescrivibile, che sembra durare anni. I nostri visi si avvicinano di nuovo, lui che mi guarda dal suo alto e io che lo guardo dal mio basso. Mi prende i fianchi anche con l'altra mano. I suoi occhi sono come due cristalli su un manto di neve bianca. Due cristalli verdi. Sbatte le palpebre, sposta il suo sguardo dai miei occhi al cielo e mi abbraccia. Mi stringe, forte. Mi alza da terra, e io gli metto le mani attorno al collo. Vorrei rimanere così per sempre. Vorrei diventare una statua. Vorrei immobilizzarmi, vorrei diventare di ghiaccio.
-Clarissa . . . Io ci sarò sempre. E mi dispiace se oggi soffrirai . . . -
-Se ci sei tu non mi importa di soffrire . . . - Altre parole che escono fuori e basta, che fuoriescono dalla mia bocca, senza un comando preciso. Un altro attimo, senza toccare il suolo poi mi lascia scendere dolcemente, e dice: -E' ora di andare . . .



Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Tredicesimo capitolo

Capitolo 13 :3
Ci siamo eh xD



Mia mamma apre la porta di casa alle 14.30, mangio qualcosa, prendo il computer e volo in camera mia.
Comincio ad ascoltare musica. Prima Ramazzotti, poi Jovanotti, David Guetta, le prime canzoni a portata di mouse. Ed il tempo scorre, portato via da quelle note che trasmettono tante emozioni diverse, che ti fanno vivere storie diverse.Che per un motivo o per l'altro riescono a portarti in un paradiso che conosci solo tu. Io mi sono fatta un'idea di questo paradiso . . .
Un posto magnifico, con un sole splendete e un venticello che trasporta il profumo di vaniglia, misto all'odore salmastro del mare. Un profumo che ti accarezza la pelle come le note delle canzoni d'amore . . . Poi le onde impetuose che si infrangono sugli scogli con quella scossa di rock, di musica forte e decisa. Un prato soffice che ti solletica la pelle come le canzoni pop. Una cascata altissima, che si infrange sulla roccia e che provoca un rumore che può sembrare confuso, ma che ti conquista, come le canzoni Metal. Infine una torre alta, altissima, dalla quale si vede il tramonto e tutte le sinfonie di musica . . .
Questo è il mio paradiso.
Mi voglio perdere nel mio mondo, senza problemi. Voglio rimanere con me stessa.
Persa nelle mie fantasie passo due ore attaccata alle note delle più svariate canzoni, senza accorgermi che il tempo passa . . .
Quando mi ostino a muovere il collo e guardare l'orologio si sono fatte le cinque. Meno un giorno e quattro ore.
Compiti, lavastoviglie, tavola, cena, doccia.
La solita routine quotidiana.
Quando vado a dormire sento una strana frenesia. Sono le 22.00. Mancano soltanto 23 ore.
Una morsa mi stringe lo stomaco e il cuore. Non ce la faccio.
Devo riuscire ad aspettare.
Mi addormento e faccio un sogno.
Sono nel mio paradiso, e c'è anche Fabio. Mi tiene la mano mentre guardiamo l'orizzonte.
Vorrei che il tempo si fermasse. Vorrei rimanere per sempre così.
Mi sveglio tutto d'un tratto. Sono le sette e mezza. Sono in ritardo.
Corro a perdi fiato sono esausta, potrei vomitare i polmoni da un momento all'altro. Ma sono arrivata in tempo per il suono della campana.
Si ripete la sinfonia di ieri.
Il solito tic tac nelle orecchie, fino a quando non mi viene in mente a cosa pensare. Come faccio ad uscire stasera?
Semplice. Mi calo dalla finestra. Sto al primo piano, ma non è un problema. C'è un albero di fronte alla mia finestra. Mi ci posso comodamente arrampicare per scendere. Wow, sembra di essere in un film.
Suonata l'ultima campana e ripetuta la routine casalinga si fanno le 20.30.
Meno trenta minuti.
Meno trenta minuti.
Non faccio che ripetermi altro, e mentre l'attesa si fa sempre più pesante mi giunge una notizia che potrebbe cambiare l'esito della serata (in meglio): - Clarissa chiudi la porta. Stasera rimango da Simone.
Mia mamma dorme fuori.
Non sono mai stata così contenta in vita mia.





Vostra,
Hinode.


*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Dodicesimo capitolo

Capitolo 12 :D


Mattina, ore sette. Da adesso comincia il mio conto alla rovescia.
Meno un giorno e quattordici ore.
Mi lavo, mi vesto, mi pettino i capelli che raccolgo in una coda.
Ore otto. Inizio scuola.
Meno un giorno e tredici ore.
Wow, vai Clarissa, ora devi solo passare le ore con pazienza.
Ora di latino. Consegna del compito in classe della settimana passata. Esito: quattro.
Nella mia testa insorgono due concetti.
Un'esclamazione a dir poco rude: MA PORCA PUTT . . .
E un altro concetto che meriterebbe un'esclamazione come la precedente.
Causa: il mio votaccio. Conseguenza: punizione di minimo una settimana. Problema: come diavolo faccio ad uscire domani sera!?
Ora so che le ore saranno moolto più lunghe del previsto.
Tic, tac, tic, tac . . . La lancetta dei secondi sembra fare più rumore del dovuto. Manca poco all'intervallo. E io devo ASSOLUTAMENTE vedere Niko. Non riesco più a tenermi tutto dentro.
DRIIINNN!
Tutti fuori verso la 3A!
-Niko!
-Clarissa!
-Vieni in bagno, ti devo parlare!
-Ooh, dimmi subito!
-L'altra sera . . . Stavo per baciare Fabio.
-COOSAA!?- Sul suo viso insorge un'espressione che può essere riassunta in una sola frase: "O MIO DIO!"
-Eh . . . è successo, ma quando ero a due millimetri dalle sue labbra ha chiamato mia mamma ed è finito tutto lì . . . - La mia faccia si rattrista (di nuovo), e mi viene un nodo in gola, ricaccio giù le lacrime e le dico la parte peggiore. - Ma il peggio è che, ieri, ho provato a mandargli un messaggio e . . . Lui ha detto che è stato tutto uno sbaglio . . . Un grande sbaglio . . . - Ora non ce la faccio più. Una lacrima mi bagna il viso, una goccia di pioggia del temporale che ho dentro . . . Niko mi abbraccia. Come farebbe una sorella. Un abbraccio che ti calma, che ti rassicura. Un abbraccio che sembra parlare, che sembra dire "Andrà tutto bene . . . "
-Stai tranquilla bellissima. Ti vuole bene.
-Non è vero . . .
-Invece sì, e io lo so.
-Grazie Niko . . .
-Ti voglio bene.
-Anche io, non sai quanto . . .
Un istante e la campanella suona nuovamente. Filo in classe.
Un nuovo squillo di campana segna la fine delle lezioni.
Ore 14.00. Meno un giorno e sette ore.
Dai. Manca poco all'inizio.



Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Undicesimo capitolo

Capitolo 11 gente ;3


Entro in casa, mia mamma è sul divano del soggiorno che mi aspetta, con una faccia che non promette nulla di buono.
-Ti rendi conto di che ore sono, Clarissa De Santis?- Bene, ecco l'ulteriore conferma che sono nei guai. Mi ha chiamato per cognome. Cavolo . . .
-Scusa mamma . . .
-Scusa un corno! Adesso starai in casa fino a tempo stabilitosi!
-Ma, ma . . .
-E non fare storie! Ora fila a letto!
Mi avvio verso la mia camera, sperando che domani arrivi presto per cancellare questo orribile "finale di giornata".

Eccomi, adesso sono in metro, aspettando la mia fermata.
Niko è qui accanto a me, che cerca di estrapolarmi qualche informazioni riguardo la mia faccia poco promettente. Ma no. Non le dico niente, nulla.
Scuola, le sei ore passano lente, interminabili.
Poi torno a casa. Dove rimmarrò per la prossima settimana.
Prendo il telefono, scrivo un messaggio a Fabio:
"Ehy, per caso hai skype? Ti devo parlare . . . "
"E' per ieri sera?"
"Sì . . . "
"Non c'è bisogno di parlare, è stato uno sbaglio, scusami."
Un tonfo al cuore. Le lacrime che mi arrivano agli occhi. Il mio viso che si incupisce ancora di più, la consapevolezza che quello che provi per qualcuno non è ricambiato.
Piango, piango, piango fortissimo. Perché tutto quello che ho, o meglio che avevo adesso è frantumato. L'unica persona che mi capiva fino in fondo. Non l'ho persa, ma ho bruciato un legame che potrebbe essere stato fortissimo. Invece no.
Comincio a cercare dentro di me una qualunque scusa mi sia utile per rivederlo. Qualsiasi cosa. Pur di poter parlare con lui, e chiarire questa enorme confusione. Perché io ci spero ancora. Ecco! Idea!
"Ascolta, la prossima luna piena è tra due giorni, e tu mi hai detto che avrei dovuto aspettarla . . . Che faccio?"
"Ci troviamo in piazza di Spagna, nel vicoletto che ti ho indicato alle 21.00"
Sì, sì, sì! Finalmente posso rivederlo! E parlargli faccia a faccia di questa situazione . . .
"Ok, grazie, ciao :)"
"Ciao :)"
Dunque, ora bisogna solo aspettare . . .
Qualcosa mi dice che questa attesa sarà a dir poco straziante . . .





Vostra,
Hinode.


*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Decimo capitolo

Capitolo 10 :3


Il cuore che batte forte.
Ho addirittura paura che possa sentirlo. Sentire il mio cuore che sta impazzendo, come la mia testa.
Il mio cervello rivede tutti i momenti passati insieme.
Eh, già, quei pochi momenti.
Un flash di immagini. Ora mi rendo conto di quanto possono essere veri i film.
Perché dovrei spezzare il nostro legame?
Non è giusto. Nei suoi e nei miei confronti.
Le nostre mani si sfiorano, come se volessero stringersi, ma vincolate a toccarsi appena.
I miei occhi incrociano i suoi, di nuovo. E di nuovo vedo me. Una ragazza dai capelli rossi che sta guardando un ragazzo. Ma non vedo solo la Clarissa esteriore. Vedo di più. Vedo anche dentro di me. E capisco, sì, capisco che c'è di più di un profondo sentimento di amicizia e gratitudine nei suoi confronti. C'è qualcosa di più magico e potente.
C'è l'amore.
Pochi istanti. Pochi decimi di secondo. Con tutto il mio coraggio cerco di distruggere ciò che separa le nostre mani. Provo a tenerlo per mano. E lui mi stringe. Poi con l'altra mano mi prende a sé. Per un attimo sono appoggiata al suo petto. Sento il suo cuore che batte. Ed è bellissimo. Alzo nuovamente gli occhi verso Fabio. I nostri volti sono così vicini che posso sentire il suo respiro.
Più lo guardo più mi sento felice.
E nel frattempo penso: Baciami, baciami, baciami, ti prego . . .
Poi, come se mi leggesse nel pensiero si avvicina, sempre di più. I nostri respiri ormai sono uno solo . . .
Un attimo che ci separa. L'attimo più lungo della mia vita. Forse troppo lungo.
Qualcosa squarcia il silenzio che ci attornia.
Qualcosa rompe la magia.
Qualcosa sta facendo un rumore più assordante di quanto non sia.
è il mio telefono.
Mamma.
Non potevi scegliere un momento peggiore.
Il mio sguardo si rabbuia, e prendo il telefono dalla borsa.
-Dimmi mamma . . .
-Ti rendi conto di che ore sono Clarissa!?
-Sì... Adesso torno . . .
-Ti conviene muoverti.
Metto giù il telefono. La mia espressione è afflitta. Buia.
-Ci conviene partire . . . - Dice Fabio; è deluso quanto me.
-Ok . . .
Salgo in moto, metto il casco e torno verso casa.
Lo saluto con un bacio sulla guancia.
-Grazie . . . - Gli dico.
-Non c'è di che . . .
Salgo le scale, accompagnata dal rombo della moto, e nel frattempo continuo a chiedermi:
PERCHE'?



Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Nono capitolo

Scusate per il ritardo, Hinode mi aveva fatto avere i capitoli da secoli, ma per miei impegni vari non sono riuscita più a postarli D:
Quindi, ora che ho un po' di tempo, preparatevi ad una sfilza di capitoli xD
Saranno almeno una decina, più o meno :'3
Enjoy x'3



Vento che sfiora la mia pelle attraverso il casco.
Le mie mani attorno a lui.
La velocità, l'aria tagliente, l'odore pungente della benzina.
Del centro città.
E lui accellera, imperterrito.
Un principe sul suo cavallo. Un principe del ventunesimo secolo.
Wow, come possono essere miei questi pensieri?
Ok.. Proviamo a lasciare stare.
Nel frattempo Fabio accosta di fronte alla discoteca, dove ci sono già Niko e un altro ragazzo.
Scendo velocemente, cercando di non farmi notare, ma ovviamente Niko mi ha già visto e mi sta già piombando addosso.
-Eeeh, l'accompagnatore vero?- Esclama
- Tu del mio lo sapevi, ma io no! Chi è questo?
-Si chiama Yuri, l'ho conosciuto la settimana scorsa . . . Yuri, lei è la mia migliore amica: Clarissa!
Si avvicina a me, e finalmente posso guardarlo meglio: alto, biondo, occhi neri come il catrame. Pelle lievemente abbronzata. Non è brutto ma . . . Stranamente non riesco a paragonarlo a Fabio. Lui mi guarda a sua volta. Fa un piccolo sorrisetto simile a un ghigno, molto, ma MOOLTO malizioso.
-Piacere Clarissa.
-Piacere mio.
Finalmente Fabio si degna di parlare e, come vede Yuri, fa una specie di smorfia. Non so come catalogarla, se smorfia di disprezzo, di invidia o, ancor peggio, di gelosia.
-Piacere, io sono Fabio.
Ma nemmeno Yuri sembra gradire troppo la sua presenza . . .
-Piacere, Yuri.
C'è una tensione che si taglia col coltello. Evidentemente anche Niko se n'è accorta, perché subito ci incita ad entrare.
-Fabio . . .
-Non mi piace quel tipo.- Lo dice con la rabbia, l'odio negli occhi. Come se lo volesse morto.
-Ma . . . Perché?
-Ti spiego quando usciamo . . .
-Ma . . . Ma . . .
-Ora pensa a divertirti, eri venuta qui per questo, no?
-Sì . . .
Entriamo. La musica è assordante. Ma d'altraparte siamo in discoteca, No?
Mi avvio verso la pista, insieme a Niko che mi trascina . . .
Balliamo balliamo balliamo.
Ad un certo punto la mia migliore amica mi chiama e mi dice, urlandomi nell'orecchio per il volume troppo alto:
-Guarda Fabio! - Mi giro, lui mi sta guardando. Ma con una faccia strana. Non è proprio triste è più . . . Preoccupata, forse?  -Ti tiene d'occhio il ragazzo eh?- La ignoro. Niko è una delle poche persone che capisce che quando la ignoro è ora di finirla. -Ok . . . Ho capito. Adesso continuiamo a goderci la serata!
Balliamo come delle forsennate finché c'è un briciolo di energia nelle nostre vene. Finché non siamo completamente morte. Ore: 3.05. Una nottata di fuoco.
Ma, nonostante mi stessi divertendo come una matta, non riuscivo a togliermi dalla testa l'ansia per sapere cosa mi avrebbe detto Fabio. Questa cosa mi sa molto da Dejavu.
Mi avvio verso la sua moto, in attesa delle sue spiegazioni.
-Ti sei divertita Clarissa?
-Non tentare di cambiare argomento- Dico io, con un filo di voce. Cercando di tirare fuori da me quella forza interiore che non ho.
-Ok . . . Vuoi sapere perché non mi piace Yuri, vero?
-Esatto.
-Semplicemente perché non è quello che sembra. Insomma, non mi sembra un bravo ragazzo.
-E da cosa l'avresti capito?
-Da come ti ha guardato.-
Parole. Semplici parole. Che possono avere molti significati. Ma io in questo momento mi sento strana. Due senzazioni dentro di me fanno a pugni. Una battaglia tra il sentirsi oltraggiata, e trattata come una bambina, e il sentirsi protetta, forse, forse anche amata.
Non so cosa sento.
Ma so che lui ha detto quelle parole.
Quindi ora sta a me decidere come vederle.
Se vederle come coltelli o come fiori.
è arrivato il momento. Forse il più duro.
Devo prendere una decisione.


Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

martedì 18 giugno 2013

Fanwrite cercasi! x3

Beh, streghette e maghetti miei.
Vi ricordate che vi avevo parlato del libro che sto scrivendo?
Oooorbene.
Aaavevo anche detto che se qualcuno (o qualcuna, chi lo sa ;'3) di voi fantasmi voleva, poteva inviarmi dei fanwrites in base alle schede dei personaggi che avevo fornito :3

QUI IL POST

Aaallor.
Ricarico le immagini (cliccateci su per ingrandirle, ora le metto piccole per motivi di spazio :3)
























Duunque.
See qualcuno di voi lettori volesse cimentarsi in un fanwrite e volesse vederlo pubblicato, può tranquillamente inviare il suo lavoro alla mia mail    destiny.blogger@outlook.com
rispettando i seguenti punti: (mi serve più che altro per ordine e per catalogare il tutto)

-acronimo: ossia un nome di fantasia, non il vostro onde evitare qualsiasi problema, con il quale verrà firmato il fanwrite che avete scritto, al posto di usare il vostro vero nome
-allegato: file di word od openoffice writer contenente il vostro fanwrite; si raccomanda italiano, segni di punteggiatura ed ortigrafia corretti (oddio, se c'è qualche errore di battitura lo correggo, sia chiaro, ma che mi si presenti in lavoro con le è non accentate o i verbi "ha" ed "ho" senza l'acca mi fa un po' girare i boccini)
-inserimento di personaggi vostri: ossia, se nel fanwrite vengono inseriti nuovi personaggi (ossia non presenti nelle schede) creati da voi
-narrazione (ossia la focalizzazione): se il racconto è narrato in prima persona o da narratore esterno
-fonti di ispirazione: ovvero se per scrivere il fanwrite vi siete ispirati ad un fatto accaduto a voi o a conoscenti
-saluti: un vostro breve saluto ai nostri lettori e lettrici

Se possibile gradirei se evitaste di usare smile, a meno che nel fanwrite non sia presente una breve parte narrata via SMS o chat, ma NON tutto il fanwrite. (se notate, quando scrivo Angel, durante la narrazione non inserisco faccine o simili come invece faccio quando scrivo normalmente :3)

Spero di essere stata chiara, e attendo impaziente i vostri lavori ^^
Se poi vorreste pubblicare altri racconti scritti da voi, nessun problema, inviateli pure alla mia mail, li pubblicherò usando lo stesso acronimo utilizzato nel fanwrite ;D (come con la nostra Hinode ;3)

A presto ^^

Vostra,
Destiny.

*Un tocco di ghiaccio, un brivido di magia*

Hinode - Tra ali e artigli - Ottavo capitolo

Ed ecco qui il secondo dei due nuovi capitoli ;D
Voilà x3



Finiti i compiti comincio a prepararmi. 
E proprio nel momento in cui mi piazzo davanti all'armadio dentro di me insorge la fatidica domanda:
"Cosa mi metto!?" 
Dopo essere rimasta venti minuti davanti all'armadio aperto senza avere la più pallida idea di cosa mi sarei messa, opto per un vestito verde, di seta, sopravvissuto ai lavaggi di mia madre, tagliato sopra al ginocchio, con il retro più lungo e una piccola cintura argentata sotto il seno. Sul retro tende a sfumare e a diventare argentato. è uno dei miei vestiti preferiti.
Come scarpe prendo le mie amatissime converse basse color verdino scolorito. Sono vecchie e ne hanno passate tante. Ma rimangono le mie preferite. 
Metto un paio di orecchini pendenti e una collanina con una piccola gemma verde. Una linea sottile di matita nera e un po' di mascara, un po' di lucidalabbra. Fatto. 
Mi guardo allo specchio e incrocio con lo sguardo il mio "tatuaggio". Non dico che sia brutto. Anzi. I colori vivacissimi lo rendono quasi vivo, come se fosse in movimento. 
Ma lo odio. Semplicemente perché è la testimonianza visibile che sono cambiata. Che non sono una ragazza normale. Ma un essere delle favole. Un personaggio della fantasia. Un mostro della mitologia.
Mi giro un istante verso l'orologio: otto meno un quarto.
Capisco che mi conviene partire. 
Prendo velocemente un coprispalle dall'attaccapanni per nascondere l'acchiappasogni a mia mamma. Prendo le chiavi, apro la porta e mi avvio verso via Flamina.
Fabio è già sulla porta che mi aspetta. Alzo una mano per salutarlo, lui contraccambia il saluto.
-Ciao Clarissa! Mi fa piacere che tu sia venuta.
E' vestito con una camicia bianca, leggermente aperta, dei jeans chiari e delle converse alte bianche. Non posso negare che sia bellissimo. E nemmeno che io sia stupita dalla mia stessa reazione.
-C-Ciao Fabio. 
-Come stai? 
-Io benone, tu?
-Pure io, stai da favola con quel vestito.
O mio dio. Sta tornando quella stranissima senzazione di felicità di questo pomeriggio. Ed è stranamente . . . Meravigliosa. 
-Gra-Grazie, anche tu stai molto bene. 
-Figurati e non dire cazzate.
-Non dico cazzate . . .
-Va bene . . . Che dici, andiamo? 
-Ok . . .
-Seguimi su, che prendo il motorino. 
-E . . . Io dove mi metto?
-Tu salti dietro di me.
-Va bene . . .
Sono imbarazzata, molto imbarazzata. Ma non posso nascondere di essere anche stranamente contenta di salire in motorino dietro di lui. Con lui. 
Prende il motorino. Anzi, una moto. D'altraparte lui ha 17 anni. Non mi stupisce troppo.
-Wow . . . Che bella . . .
-Il motorino?
-No, la moto.
-Aah . . . Grazie, ma l'anno prossimo mi devo far regalare la Ninja.
-Ah, wow . . . - Non ho la più pallida idea di cosa sia.
-Non ti imbarazzare a dire che non sai che moto è, te la farò vedere.
Bene, ora sono letteralmente fuxia. è come se mi avesse letto nel pensiero . . . 
-O-ok . . .
-Bene, ora salta su.
Mi avvicino alla moto e salgo, attenta che Fabio non provi a cercare di vedere sotto al vestito. Ora che sono sulla moto provo ad attaccarmi a degli appigli su di essa, ma lui da gas, tutto d'un colpo e io non posso fare altro che aggrapparmi a lui, cercando di soffocare un urlo di sorpresa. 
Fabio accosta, si toglie il casco e si gira verso di me.
-Ehy . . . Tutto a posto?
-S-sì, più o meno . . .
Non mi rendo conto di essere ancora attaccata a lui tipo koala, e quando me ne accorgo mi stacco repentinamente. 
-Guarda che puoi aggrapparti a me, non mi offendo- Dice lui, con un sorriso appena percettibile. 
-O-ok . . . 
I nostri occhi si incontrano di nuovo. Ma questa volta è diverso. Questa volta il suo sguardo è più intenso. Ne rimango quasi stregata, catturata, ipnotizzata. Potrebbe esserci di tutto in quello sguardo. Gioia, felicità, tenerezza, un velo di tristezza e un pizzico di passione. Dura di più. Ed è . . . indescrivibile.
-Beh . . . Ora ripartiamo, va bene?- Esclama Fabio, con un filo di voce, cercando di non spezzare la magia di qualche istante prima. 
-Va bene . . .
Si rimette il casco e pure io. 
Arriviamo alla discoteca con la strana magia che solo un'emozione potente come l'amore può scatenare. Mi piace. Ma non so se è VERO amore.
Vostra,
Hinode.
*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

Hinode - Tra ali e artigli - Settimo capitolo

La nostra Hinode è carichissima!
Oggi mi ha fatto avere ben DUE nuovi capitoli :D
Ecco il primo dei due ;3




Mi allontano pensando all'istante più bello di tutta la giornata . . . Quegli occhi . . . Naah, non possono essermi piaciuti così tanto . . .
Invece . . .
Beh . . . Tanto vale andare a chiedere ai miei il permesso di uscire . . . Vedrò stasera la mia reazione.
Mi avvio verso la metro e incontro Nikolaevna che mi aspetta.
-Ma dove diamine eri finita!?
-Fabio mi ha chiesto se andavo a mangiare un gelato, e io ho accettato.
-Oooooh, Fabio, eh?
-Sì, Fabio.
-Non fare la finta tonta. Che è successo!?
-Niente di che.
-Mmmh . . . Siamo sicure?
-Sì sì, sicurissime.
-Piuttosto, hai impegni stasera?
-Può essere, perché?
-Perché c'è l'entrata gratis per le ragazze a La Nuit. Vieni?
-Sì . . . Ma . . .
-Ma?
-Ma me l'ha chiesto anche Fabio.
-Ooh, avevo ragione! Sei stracotta di lui!
-Ma cosa cavolo dici!? Mi ha solo chiesto se stasera esco, niente di più...
-Sì, ma . . . Tu ci andrai?
-Penso di sì, a questo punto.
-Ecco . . .
-Ascolta, non dico che non sia un ragazzo carino ma da lì a dire che ne sono innamorata . . .
-Ok, ok ok . . .
-C'è il nostro treno, andiamo.
-Viaaaa!
Raggiungo casa e chiedo il permesso a mia mamma. Una bella donna, a parere mio, dai capelli originariamente castani, ora bionfi per i colpi di sole e riccissimi, il contrario dei miei. Occhi marroni, grandi e leggermente calanti. Un naso che fa notare la sua presenza con la punta leggermente all'ingiù. Bocca leggermente carnosa, carnagione ambrata, la pelle piena di nei e lentiggini. Lei, a differenza mia è molto alta. Un metro e settantadue circa. è la tipica "donna mediterranea". Le reazioni che scatena in me sono una senzazione di forza e protezione, di amore e fiducia. Essì, è proprio la mia mamma . . . 
-Mamma, sono tornata!
-Ciao Clarissa, come stai?
-Bene, bene, tu?
-Sì sì, tutto a posto.
-Mamma, ti devo chiedere una cosa.- In quel momento si gira repentinamente verso di me tentando di camuffare il suo sguardo allarmato. Ci riesce molto bene, ma non c'è speranza che non lo noti.
-Mamma, non è nulla di grave.
-Sentiamo.
-Posso andare a La Nuit stasera? C'è anche Niko.
-Certo tesoro!
-Grazie mamma!- Mi avvicino per darle un bacio sulla fronte. Ehi, d'altraparte è sempre mia madre, no?
-Prego Clary.
-Vado a fare scienze, se mi cerchi sono in camera mia.
-Ok.
Mi avvio verso la mia camera con il telefono stretto in mano e mando un messaggio a Fabio:
"Ehy, sono Clarissa, per stasera ok, a che ora?"
"Mi fa molto piacere che tu venga, facciamo per le otto?"
"Ok, ma passo io da te, che mia mamma non sa che ci sei pure tu . . . "
"Va bene . . . Sto in via Flaminia, vicino allo studio dentistico, ti aspetto sulla porta di casa!"
"Ok, a dopo"
"Ciao!"
Esatto, mia mamma non lo sa . . .
E speriamo che non lo venga a sapere.





Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

domenica 16 giugno 2013

Hinode - Tra ali e artigli - Sesto capitolo

Ecco qui la sesta parte del racconto della nostra Hinode ^D^
Non mi dilungo di più, ecco a voi :3




Comincio a camminare verso la gelateria, con un leggero venticello che mi solletica la pelle e il caratteristico odore di "adolescente" che mi accompagna appena fuori scuola.
Camminando ininterrottamente verso l'inizio di una risposta.
Incontro Fabio già davanti alla gelateria.
-Ciao Clarissa, come stai?- Lo dice con un tono entusiasta, come un bambino che ha appena trovato l'amichetta. Come se ci conoscessimo da una vita. Come se non sapesse nulla
-Insomma dai . . . Tu?
-Io benone. Vuoi un gelato?- Sì. . .è proprio come se per lui non fosse successo niente. . .
-No, no, grazie.- Non si ricorda minimamente. O non ne vuole parlare . . . Forse.
-Sicura? Guarda che te lo offro io.- Oppure vuole che glielo chieda io.
-No, no. Stai tranquillo.
-Ah, ok, ti offendi se io lo prendo?
-Perché mi dovrei offendere? No, no, vai pure!
Wow. Penso proprio che questa storia della gelateria sia stata tutta una scusa. Tutta una balla per uscire con me. Che meraviglia. Oh, sì, adesso mi sento proprio stupida. Come ho potuto fidarmi di lui?
-Eccomi qui.
E' tornato dal bancone con un cono alla nocciola. Un gigantesco cono alla nocciola. Wow. Che fame.
-Dunque, Clarissa, come va a scuola?
-Non male . . . Apparte in latino tutto bene . . .
-Oh, wow.
-Sì . . . wow . . .
Mi volto un istante verso la via affollata e subito dopo verso di lui. Incrocio i suoi occhi verdi, grandi. Perfetti.  Uno specchio dal quale non riesco a intravedere i suoi di pensieri. Ma solo i miei. Riesco a vedermi attraverso quegli occhi. Uno sguardo di un istante. Uno sguardo che mi fa rabbrividire, che porta una scarica di calore lungo tutto il mio corpo. Devo essere diventata bordò.
-Clarissa?
-Sì?
-Hai ancora intenzione di startene qui impalata a far finta che non sappia niente?
-Sei tu quello che sta facendo finta di essere caduto dalle nuvole.
-Siamo tutti e due.
-Sì . . . forse hai ragione . . .
-Mmh . . .
-Allora . . . Cosa sai?
-Che quel tatuaggio è simbolo del clan degli antinfernali.
-E questo è un bene o un male?
-Boh, dipende come la vuoi vedere.
Vi sembrerà strano. Ma forse preferivo la conversazione di poco prima. Quella finta. Non perché fosse falsa ma perché era normale. Due ragazzi che mangiano il gelato e parlano di cose normali. Magari fosse vero.
-In che senso, scusa?
-Nel senso che sei unica (o quasi) al mondo.
-Wow, allora è un male. Già ci sono questi occhi e questi capelli che mi etichettano come "strana". Perlopiù ora c'è anche questo stracazzo di tatuaggio. Voglio una vita normale. Chiedo troppo?
-Hai ragione. Ti capisco. Anche io ero così prima. Ma ora ho imparato ad accettare il mio destino.
-Lo so, è una vita che accetto il mio destino.
-Mi dispiace.
-Anche a me . . . Hai scoperto altro?
-No.
-Wow. Bellissimo.
-Dai, ora però scaccia questi pensieri e goditi la giornata.
-Ci proverò . . .
-Ascolta, dato che sei così triste e ammareggiata, questa sera c'è l'entrata gratis per le ragazze a La Nuit. Vieni?
-Ci penso . . . Casomai ti chiamo.
-Ok bellissima, a stasera!
-Ciao . . .
Non potevo crederci. Mi ha chiamato bellissima. Incredibile. Lo so, tanti mi chiamano così, e di solito rimango indifferente. Ma adesso . . . Adesso è diverso. Ora sento uno strano senso di felicità, dentro di me.
Sì, finalmente mi sento felice.




Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

martedì 11 giugno 2013

Hinode - Tra ali e artigli - Quinto capitolo

Buonsalve angioletti e demoni :3
La nostra Hinode mi ha inviato la quinta parte della sua storiaa ;D
Ecco a voi ^^





Sei ore. Sei LUNGHE ore. Le due interminabili ore di italiano con la professoressa lassativo sembrano non finire mai. 
"Gli avverbi sono . . . " basta. L'avrò studiato più di un milione di volte. Basta. Ci si mette anche la scuola. Non c'è stata giornata più lunga . Non so perché. Se per gli "interessanti argomenti" o per la voglia matta di scoprire cosa mi volesse dire Fabio. A Proposito . Devo ancora leggere la sua lettera. Un biglietto bianco, un foglio a quadretti. C'è scritto "per Clarissa"' con una calligrafia che a malapena posso definire leggibile. 

Cara Clarissa . . .
Ho scoperto qualcosa sul tuo simbolo. In biblioteca c'è scritto qualcosa a proposito del clan dell'antinferno, ma questo clan è scomparso da tempo. Non so bene di cosa si tratti, ma cercherò di scoprirlo.
Ci vediamo oggi in gelateria.
Fabio.

Wow, finalmente ho scoperto qualcosa su di me. Faccio parte di un clan estinto, che meraviglia. Nemmeno nel mondo degli esseri soprannaturali posso essere "normale". 
Suona la campana della terza ora, metto via la lettera in cartella e mi riferisco a Carlo, il mio compagno di banco:
- Mi fai copiare la versione di latino?
- Tieni Chiara.
Non mi piace essere chiamata Chiara. Cosa c'è di simile tra Chiara e Clarissa!? Ma non ho nemmeno il coraggio di ribattere. O almeno il tempo. Le versioni di latino non sono troppo facili da copiare.
Le ore passano, passano, passano. E finalmente arriva il suono dell'ultima campanella. 
Ora sono terrorizzata. Che mi deve dire Fabio, di così importante? 
Ammesso che debba veramente dirmi qualcosa di importante. 
Spero che non sia solo una scusa per uscire con me. Se è una scusa può scordarsi di andare avanti con le MIE ricerche. 



Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

mercoledì 5 giugno 2013

Hinode - Tra ali e artigli - Quarto capitolo

Che dire, la nostra Hinode è particolarmente ispirata ultimamente, angioletti miei ;3
Beh, vi lascio al quarto capitolo ;D




Bip bip bip.
La sveglia comincia a fare il suo dovere. Ore 6.30, come normale. Mi faccio una doccia, mi vesto con una maglia e un paio di leggins, faccio la cartella e mi avvio verso la metro. Come di consueto incontro Nikolaevna alla fermata Termini che mi aspetta:
-Amore!- Mi guarda con il suo luccichio negli occhi. -Ciao tesoro, come stai?- Le chiedo, incrociando i suoi abbaglianti occhi azzurri. -Tutto a posto, tu?
-Sì, dai, muoviamoci che altrimenti perdiamo la metro!- le dico con aria frettolosa e con il sorriso sulle labbra. Il sorriso che lei riesce a strapparmi ogni mattina. Non so cosa sia. Se il suo accento, che talvolta risulta buffo, se i suoi capelli liscissimi, leggeri e chiarissimi che volano al passaggio dei treni. Se le sue guance, che col caldo sembrano due grosse ciliege su un manto di neve. O forse semplicemente il suo carattere solare e allegro, che si contrappone perfettamente al mio. Insomma, ci completiamo. 
Prendiamo la metro verso il Colosseo, dove scendiamo e raggiungiamo scuola a piedi. Sbatto contro un ragazzo stranamente familiare. 
-Ops! Scusa, non volevo.
-Fabio!?
-Clarissa!
-Ciao . . .
-Ciao, come stai?
-Bene dai, tu?
Irrompe violentemente Niko:
-E' questo il ragazzo carino di cui mi hai parlato?
-Ehm . . .
-E non me lo presenti!? Bene, vorrà dire che farò da sola, piacere, Nikolaevna!
-Niko cosa?
- N-i-k-o-l-a-e-v-n-a.
-Ah, piacere mio, Fabio. Non sei di qui, vero?
-No. I miei sono russi. Tu invece?
-Italiano D.O.P.
Li lascio parlare, non ho il coraggio di interromperli. Parlano. Parlano. E io li lascio fare. Non ho voglia di immischiarmi nei loro discorsi. Se c'è una cosa che ho sempre invidiato a Niko, è il suo carisma. Beata lei. 
-Dov'è Clarissa?
-Non lo so, era con te prima che venissi a presentarmi . . .
-Ah, eccola là.
-CLARISSA!
Niko caccia un urlo fortissimo, tutti si girano a guardarla. Io per un secondo tento di scomparire nel mio nulla, ma è inutile, troppa gente che si gira. L'unica soluzione è raggiungerla a testa bassa. 
-Dimmi Niko.
-No, niente, è che non ti vedevamo più!
-Ah, ok . . .
Mi tiro su lo zaino e per sbaglio tiro su la manica.
-Cos'è quello!?
-C . . . cosa!?
-Quello! Non fare la scema, ti sei fatta un tatuaggio!?
-S-s-sì, beh, no, insomma . . .
-Fammelo vedere, immediatamente!
Mi tiro su la manica e le mostro il mio orribile acchiappasogni. Orribile a parer mio. In base alla sua reazione, penso che lei ne fosse pienamente entusiasta.
-Wow! Ma come hai fatto!? Ti sei fatta fare il permesso dai genitori?
-Sì, in teoria . . .
-Ma i tuoi lo sanno vero?
-C-c-certo.
-Mmh, dimmi la verità!
Cerco di cambiare argomento e mi rivolgo a Fabio che era rimasto a guardarci come un allocco.
-Ehi, ma tu vieni a scuola qui?
-Si, si . . .
-Da quando?
-Da dicembre.
-Wow, prima dove stavi?
-A Firenze, in un altro scientifico. 
-Ah, ok. 
-Senti, ti va di venire a prendere un gelato oggi?
Mi viene vicino, mi mette una mano dietro la schiena. Non è un gesto d'affetto. Ma vuole darmi qualcosa. Gli sfioro una mano e prendo un biglietto. 
-Ok, facciamo dopo scuola allora?
-Certo, certo!
-Ok, a dopo!
Suona la campanella e mi preparo alle 6 ore di terrore che mi aspettavano la dentro.
 
 
 
 
Vostra,
Hinode.
 
*Un frullio d'ali, una bianca piuma* 

martedì 4 giugno 2013

Hinode - Tra ali e artigli - Terzo capitolo

Buonsalve gente ;3
Ecco qui la terza parte del racconto della nostra Hinodeeee *^*



Mi avvio verso casa. La strada è sempre quella. Giù per via Francesco Crispi, fino a Via del Babuino, svolta a viale fontanella, Via Adelaide e guarda a destra. Un piccolo buco nel centro città. Salgo le scale, saluto mamma, mi chiudo in camera. Mi tolgo i vestiti sudici per la sudata. C'è un sole che spacca le pietre.
Mi guardo allo specchio. Una ragazza bassa, scheletrica, insignificante. Lunghi capelli rossi, grandi occhi rosa. Non sto scherzando. Sì, sono rosa. Carnagione cadaverica e lentiggini manco a pagarle. Zigomi sporgenti, labbra a cuore, fossette che spuntano nei miei radi sorrisi. Viso a punta, naso all'insù. Collo magrissimo. Seno meno di zero. Una prima scarsa. Gambe corte, busto corto. Arrivo a malapena al metro e cinquanta. Si, sono nana. Molto nana. Ma non mi dispiace il mio "essere piccola" anzi. A volte risulta molto utile. Sgattaiolare via nel mio nulla. E sparire. Insomma. A volte quelli chiamati difetti possono risultare utili. Un'altra cosa positiva è che è quasi impossibile che io trovi un ragazzo più basso di me.
Mi metto un paio di leggins e una maglietta pescati a caso. Mi corico sul letto incollata al computer e cerco su google la parola che odio di più al mondo in questo momento: Arpia.
Leggo qualche frase su Wikipedia

Le arpie sono citate nell'Odissea di Omero (libro XX): in una preghiera ad Artemide Penelope ne parla come di procelle e ricorda che rapirono le figlie di Pandareo per asservirle alle Erinni. Esiodo parla di due arpie, Aello e Ocipete, figlie di Taumante ed Elettra; di esse dice che avessero una magnifica capigliatura e che fossero potenti nel volo.
Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio (libro III) le arpie, per ordine di Hera, perseguitano il re e indovino cieco Fineo, portandogli via le pietanze dalla tavola e sporcandogliela.

Non c'è scritto bene cosa sono, come si manifestino.
Squilla il telefono.
-Pronto?
-Clarissa?
-Nikolaevna!
-Ciao tesoro, come stai?
-Insomma, tu?
-Io bene dai . . . Perché insomma?
-Mah, lascia stare.
-No dai . . . Dimmi.
-Ho conosciuto un ragazzo carino.
-E ci stai male!?
-Non è per quello. E' che . . .
-Ok. Non ne vuoi parlare, ho capito.
-Ecco. Ora scusa ma devo studiare, ci sentiamo dopo.
-Ciao tesoro.
Riattacco.
Cerco degli acchiappasogni. Apparte quello di Miley Cyrus non c'è niente.
Spengo. Finisco i compiti e faccio i miei doveri. Rimango perennemente chiusa in camera.
Doccia. Pigiama, e a letto.
Confusione in testa. Troppa.



Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*

venerdì 31 maggio 2013

Hinode - Tra ali e artigli - Secondo capitolo

Bene streghette e angiolette (o maghetti e angioletti, vedete voi :'3) ho appena ricevuto da Hinode il secondo capitolo del suo racconto ;D
Beh, che aspettiamo?
Ecco a voi ;3



Aspetto. Aspetto. Aspetto.
Ma a un certo punto sento il calore di un corpo dietro di me e una mano sulla mia spalla. 
- Clarissa? 
- Sì. 
È un ragazzo alto, magro, dagli occhi verdi, grandi. I capelli neri, la carnagione lattiginosa. È bello. 
- Vieni.
- Ok.
Lo seguo fino in cima alla Trinità, fino a sopra Piazza di Spagna. Giro l'angolo, siamo soli in un vicolo di cui non sapevo l'esistenza.
- Togliti la maglietta.
- Nemmeno morta! 
- Vuoi capire come comportarti o vuoi rimanere nella confusione!?
- Non mi spoglio davanti a uno sconosciuto e per lo più in piazza di Spagna. 
- Allora dammi i polsi.
- Ok . . .
Mi tiro su le maniche, e gli mostro i polsi. Le sue mani mi sfiorano. Sono calde. Percorrono tutto il braccio. 
- Perfetto, posso darti la notizia che non diventerai un mostro.
- In che senso?
- Non fare domande, fammi vedere . . .
Mi tira su l'altra manica.
-Guarda qui . . .
Mi indica la spalla.
- Merda . . .
E non aggiungo altro. Un tatuaggio. Un acchiappasogni con delle piume blu che pendono e attorno una piccola scritta in cirillico:

Существует всегда есть причина . . .

- Che vorrebbe dire?
- Niente, semplicemente di che clan sei.
- Ovvero?
- Non lo so . . .
- COME NON LO SAI!?
- Non lo so! Non ho mai visto una piuma come quella!
- E che cazzo! Ti ho chiamato perché non sapevo cosa fare e adesso nemmeno tu sai chi sono!? La mia vita non potrebbe andare peggio!
- Stai tranquilla! Lo scopriremo!
- Ma tranquilla un cazzo! Lasciami in pace va!
E mollo un pugno sul muro. Sento un tonfo fortissimo. E vedo una crepa.
- Come . . .
- Adesso rilassati e stai tranquilla. Non vogliamo distruggere tutta Piazza di Spagna.
Faccio un respiro profondo, mi ricompongo.
- Ok... Adesso che dovrei fare?
- Aspetti.
- Cosa?
- La luna piena, e intanto faccio un paio di ricerche sul tuo tatuaggio. Tieni, se hai bisogno chiamami.
Mi da un biglietto con sopra il suo numero.
- Ok . . .
- Adesso cerca di stare calma e riguardati.
- Va bene . . .
- Ah, un'ultima cosa, io sono Fabio, piacere.
- Piacere mio . . .
- Allora . . . Ci sentiamo.
- Ok . . .
Rintronata, frastornata, confusa, rimbambita tutto quello che vuoi. Tutto tranne consapevole. Non ci capivo più nulla. Mi avviai verso l'unica certezza della mia vita.
Casa.



Vostra,
Hinode.

*Un frullio d'ali, una bianca piuma*